Mohammed e la stella
"Mohammed e la stella"
In un piccolo villaggio turco, ai piedi del monte Fabelo, viveva un pastore di nome Mohammed.
Mohammed era innamorato di una stella; non una stella qualunque, ma la stella più bella e luminosa del firmamento.
Mohammed trascorreva ogni notte all’addiaccio a contemplare la sua stella.
In paese la gente cominciò a crederlo pazzo e ovunque al suo passaggio si udivano i ragazzini gridare: "Mohammed, Mohammed, il pastore innamorato di una stella".
Mohammed non badava a queste cose; ogni giorno, al tramonto, riportate le pecore al recinto, saliva fin sulla punta del monte Fabelo per ammirare la sua stella. Ma una notte, una uguale a tutte le altre, la sua stella scomparve.
Mohammed non riusciva a darsi pace, cominciò a cercarla dappertutto e ovunque andasse ripeteva: "E’ qui la mia stella?", ma della stella non c’era traccia e tutti gli ripetevano: "Mohammed la tua stella è fuggita, ha trovato qualcuno più ricco e bello di te da cui farsi ammirare".
Al sesto giorno Mohammed decise: quella notte stessa, avrebbe parlato al Signore.
"Ti prego, Signore, restituiscimi la mia stella, farò ogni cosa Tu mi chiederai", disse.
Il Signore rispose: "Caro Mohammed, esaudirò la tua richiesta, ma in cambio dovrai darmi tutte le tue pecore".
Mohammed accettò senza esitazione e fu così che la sua stella tornò a risplendere.
Finalmente Mohammed aveva ritrovato il sorriso, ma, avendo ceduto tutte le sue pecore al Signore, non aveva più di che sfamarsi; eppure non era la fame a preoccuparlo, Mohammed desiderava solo avere la stella tutta per sé.
Fu così che si rivolse nuovamente al Signore: "Mio Signore,…".
Il Signore lo interruppe: "Caro Mohammed, conosco cosa il tuo cuore desidera, ma, come sai, non hai più pecore da offrirmi".
Mohammed capì: prese una lunga rincorsa e si lanciò dal dirupo che costeggiava il promontorio.
Era il 1° di Agosto e Mohammed aveva 13 anni.
L’indomani al villaggio nessuno vide Mohammed, preoccupati (in fondo volevano bene a quel povero pastore tanto folle da innamorarsi di una stella) andarono a cercarlo.
Lo cercarono per tutto il giorno, ma non lo trovarono e quando sopraggiunse la notte ormai tutti si erano rassegnati a non vedere più Mohammed e i più credevano che avesse fatto proprio una brutta fine.
Fu allora che alzando gli occhi lo videro: splendente al fianco della sua stella.
Tutti risero, risero di cuore.
Da allora ogni 1° di Agosto gli abitanti del villaggio offrono una pecorella al Signore, perché Mohammed e la sua stella possano risplendere per l’eternità.
Fuori Campo
PS: al mio amico di blog dico, non disperare, perchè la vita è un serpente che si morde la coda.

4 Comments:
Bravo bravo Fuori Campo, niente male la storia...anche se un pò "scopiazzata"! ahahah adesso mi ammazza mr. writer :-)
Comunque la tua "bambina" è una ragazza molto fortunata...ma anche tu lo sei, adesso non ti frusciare!
Ma perchè non le scrivi anche a me le storielle della buonanotte?? Solo perchè io non ti rimbocco le coperte...non più almeno! ehehe :-)
A presto fratè!
Ammetto di aver tratto ispirazione da un romanzo (che riportava una storia indiana di un uomo innamorato di una stella, ma assai diversa nel suo svolgimento)e di essere stato influenzato nell'ambientazione da un film che ho visto recentemente (con il grande Omar Sharif). Vediamo se indovini i riferimenti!
Caro "collega", tu mi sfidi :-)
Avevo già capito tutto dopo la prima lettura!! :-P
Il libro che contiene la storia dell'uomo innamorato di una stella è "Demian" di Herman Hesse, mentre il film al quale ti sei ispirato per l'ambientazione è "Ibrahim e i fiori del Corano".
Ho vinto quaccheccosa?? :-)
Università aspettami, sto arrivandoooooo!!!
Ah dimenticavo, nel libro di Hesse si va avanti così:
"...l'amore non deve implorare e nemmeno pretendere. L'amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sè. Allora non è più trascinato, ma trascina."
Parlano da sole queste righe...vero?
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