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I pensieri e le esperienze di due teste calde si fondono in un unico blog ammaliante, vispo e tremendamente "vero"!

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Uno è speranzoso, ottimista e "romantico"...ancora! L'altro è concreto, calcolatore e "pragmatico" e si troverà bene nella vita!

Tuesday, September 19, 2006

Il genio (incompreso)

Ieri "La Repubblica" pubblicava un interessante articolo sull'origine del genio. In esso si sosteneva che il genio non è innato, ma frutto dell'applicazione costante. A prova di ciò, era riportata una celebra frase, attribuita a Hemingway, secondo cui il genio è 1% di ispirazione (e dunque talento) e 99% di sudore.
A tal proposito vorrei aprire una breve discussione.
Fin dalle origini lo studio del cervello umano (oggi si è soliti parlare di neuroscienze) ha visto contrapposte due scuole di pensiero. La prima affonda le radici nella filosofia naturalista, il cui capostipite fu John Locke. Essa sostiene che la mente umana è una tabula rasa su cui l'esperienza edifica l'io individuale. E' cioè l'esperienza e solo essa a determinare il comportamento, le capacità e le attitudini di un individuo. La seconda (figlia del crescente interesse che la genetica ha catalizzato su di sè a partire dagli anni '50) sostiene che la mente umana è geneticamente determinata e che pertantato l'ambiente influenza solo minimamente il comportamento di un individuo. Entrambe queste scuole hanno, nel corso degli anni, proposto diverse prove a proprio favore e/o a discapito della tesi opposta. Tuttavia, oggi è sempre più condivisa l'idea che la ragione sia nel mezzo, a conferma del detto latino "in media stat virtus".
Pare, infatti, che il cervello umano disponga di strutture elaborative geneticamente determinate, ma che l'interpretazione delle sensazioni sia del tutto personale. Per intenderci, se guardiamo un dipinto, ognuno di noi elaborerà l'informazione visiva allo stesso modo, ossia la scomporrà in moduli elementari, quali colore, forma, movimento e profondità, che verrano trasmessi indipendentemente alla corteccia calcarina dove avverrà l'elaborazione dell'immagine. Pertanto la rappresentazione sensoriale della realtà è comune ad ogni individuo, ciò che ci differenzia è l'interpretazione della sensazione, in quanto essa è legata alla storia personale che è unica ed irripetibile per ciascuno di noi. Uno stesso dipinto potrebbe scatenere una sensazione di angoscia in un soggetto e di tranquillità in un altro, o ancora evocare ricordi o lasciare del tutto indifferenti. Ovviamente questo ragionamento è estendibile a qualsiasi sensazione con gradazioni più o meno marcate.
Ai più attenti di voi sarà allora chiaro che le moderne neuroscienze stanno portando avanti una rivalutazione della teoria kantiana delle categorie. Kant, infatti, sosteneva che l'uomo interpreta il mondo secondo categorie mentali (o dovrei meglio dire "morali") predeterminate che possiamo far corrispondere, senza alcuna forzatura, agli schemi logici con cui elaboriamo le macro-informazioni sensoriali. Pare altresì evidente che ciò che ci rende unici ed inimitabili sia la nostra esperienza ed in tal senso è indiscutibile che la memoria operi un ruolo fondamentale. Non a caso i maggiori sforzi della ricerca sono stati concentrati proprio nella comprensione dei processi di apprendimento e memorizzazione.

Fuori campo

PS: visto la "pedanteria" della discussione vorrei proporvi anche una "sottodiscussione" più leggera, visto quanto sopra è stato scritto, qualcuno saprebbe indicarmi una valida interpretazione del personaggio Locke nella serie televisiva Lost? (E' noto che la scelta del nome del personaggio è stata fatta in relazione al pensiero del filosofo John Locke)

3 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Oh oh frena frena! :-)
se scrivi ste cose non solo non ci legge nessuno ma quei pochi che hanno il coraggio di farlo scappa pure a gambe levate!! :-)
Casca comunque a fagiuolo la discussione in quanto proprio ieri ho visto i primi due episodi della seconda stagione di Lost...su sky, yes!
Parli di Locke eh, ok:

Tuesday, September 19, 2006 11:22:00 AM  
Blogger TwinsCross said...

il tuo commento su locke nn compare, forse hai avuto qalke problema?!

Wednesday, September 20, 2006 1:19:00 AM  
Blogger TwinsCross said...

No no è che mi sono interrotto, per pensarci :-)
Dunque:
partiamo col dire che John Locke (il personaggio) prima di partire per il viaggio aereo che lo avrebbe "condotto" sull'isola si trovava su una sedia a rotelle (il motivo manco a farlo apposta è ancora oscuro). Immediatamente dopo l'incidente aereo Locke ritrova "miracolosamente" l'uso delle gambe e addirittura diventa colui che procura il cibo ai naufraghi andando a caccia di cinghiali, lui! Insomma un cambiamento niente male, non trovate?
Tornando alla tesi naturalistica è come se l'incidente aereo avesse fatto appunto "tabula rasa" delle vite dei naufraghi (in primis Locke) dando loro la possibilità di ricominciare da zero.
Locke, che da tempo desiderava vivere un'esperienza avventurosa a contatto con la nuda terra, si ritrova disperso su un'isola (apparentemente) deserta e può finalmente dare sfogo a quella che da sempre era la sua passione...o che forse è diventata tale grazie alle esperienze vissute proprio sull'isola!! Prima sedia a rotelle, ora cammina senza problemi...tabula rasa dei problemi fisici, mentali, delle esperienze passate...tutto ricomincia da zero, ma nulla accade per caso su quell'isola...cavolo se non è intrigante tutto questo!!!
Tommà ho scritto una marea di stronzate :-)
dammela tu una valida spiegazione che sono curioso! ;-)

Wednesday, September 20, 2006 1:58:00 AM  

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