TwinsCross

I pensieri e le esperienze di due teste calde si fondono in un unico blog ammaliante, vispo e tremendamente "vero"!

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Location: Marigliano, Napoli, Italy

Uno è speranzoso, ottimista e "romantico"...ancora! L'altro è concreto, calcolatore e "pragmatico" e si troverà bene nella vita!

Thursday, November 09, 2006

I was her lover by Charles Bukowski

It’s my turn now
up through the green wave
blood bubbles,
my body
flesh on some great hook;
names, cities, dreams,
it’s my turn now,
I have watched them all go,
friends and lovers,
I have watched the pianist play on
after the audience has left,
it’s my turn to go now,
all large growing fit to a thimble,
down,
down
with them, with her,
cities taken and buried
this way,
animals like mountains
and mountains themselves,
lightning and prayer and then
the sea,
snuffed out we are
like nothing,
like nothing we are
and the pianist plays on
as small devils slide down the balustrade,
I am going
down now through the green wave
where no lightning can reach
hold me
air and water,
hold me,
blot out the
voices from faces that eat stale bread and grit
and speak nothing but lies,
I was her lover and she was life
and she turned her back and walked away.



PS: scusate per l'assenza di questi giorni

Monday, October 23, 2006

Parole come seta 2 (by Fuori Campo)

Mio signore amato,
non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà. Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adesso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi, accarézzati, ti prego, non aprire gli occhi se puoi, e accarézzati, sono così belle le tue mani, le ho sognate tante volte adesso le voglio vedere, mi piace vederle sulla tua pelle, così ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere e io sono vicina a te, accarézzati signore amato mio, accarezza il tuo sesso, ti prego, piano, è bella la tua mano sul tuo sesso, non smettere, a me piace guardarla e guardarti, signore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora, non devi aver paura son vicina a te, mi senti? Sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa, la senti? È la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle, avrai le mie labbra quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, a un certo punto sentirai il calore delle mie labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d’improvviso, forse sarà nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa, e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro, o forse sarà sul tuo sesso, appoggerò le mie labbra, laggiù, e le schiuderò scendendo a poco a poco, lascerò che il tuo sesso socchiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra, e spingendo la mia lingua, la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano, il mio bacio e la tua mano, uno dentro l’altra, sul tuo sesso, finché alla fine ti bacerò sul cuore, perché ti voglio, morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perché ti voglio, e con il cuore tra le mie labbra sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta, le tue mano lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano, le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi, mi lasci scivolare sul tuo sesso, piano, chi potrà cancellare questo, tu dentro di me a muoverti adagio, le tue mani sul mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere nei tuoi occhi, la tua voce, ti muovi adagio ma fino a farmi male, il mio piacere, la mia voce, il mio corpo sul tuo, la tua schiena che mi solleva,le tue braccia che non mi lasciano andare, i colpi dentro di me, è violenza dolce, vedo i tuoi occhi cercare nei miei, vogliono sapere fino a dove farmi male, fino a dove vuoi, signore amato mio, non c’è fine, non finirà, lo vedi? Nessuno potrà cancellare questo istante che accade, per sempre getterai la testa all’indietro, gridando, per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia, la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta, non c’è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest’istante sarà, da adesso in poi, sarà, fino alla fine.
Noi non ci vedremo più, signore.
Quel che era per noi, l’abbiamo fatto, e voi lo sapete. Credetemi: l’abbiamo fatto per sempre. Serbate la vostra vita al riparo da me. E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità, a dimenticare questa donna che ora vi dice, senza rimpianto, addìo.

(tratto da Seta di Alessandro Baricco)

Saturday, October 21, 2006

Parole come seta

Più sai chi sei e quello che vuoi meno ti lasci travolgere dagli eventi.
(tratto da Lost In Translation)



Friday, October 20, 2006

Complimenti e ringraziamenti Vol.1

Periodo di rubriche a quanto pare, e allora la apro anche io la mia rubrica settimanale.
Parte oggi "Complimenti e ringraziamenti", lo spazio dedicato alle persone/situazioni/cose che nel corso della settimana hanno meritato complimenti e/o ringraziamenti.
Cominciamo dai complimenti:
questa settimana i miei complimenti vanno a Luciano Ligabue perchè per l'ennesima volta è riuscito a sorprendermi scrivendo una canzone bellissima per Elisa; Gli ostacoli del cuore, questo il titolo del brano, proprio da oggi è on-air nelle radio italiane. La canzone è dolcissima e l'esecuzione sempre straordinaria di Elisa vanta anche la collaborazione in duetto dello stesso Liga (mai troppo avvezzo ai duetti in realtà). Davvero davvero complimenti vivissimi ad entrambi, questa canzone fa sognare.
A chi vanno i miei ringraziamenti invece?
Vanno ovviamente ai fantastici ragazzi del Davimus!!
Livio, Nello, Marina, Valentina, Elia, Grazia, Elio, Franco, Mariacristina, Nunzia, Valentina2, Susy, Delia...ect ect...and "last but not least" my sister Giusy of course!! Grazie grazie grazie, mi fate passare sempre delle splendide giornate: non mi è mai successo di non volere che arrivi il weekend...MITICI!!!
Alla prossima settimana...bye!

PS: un appunto...vorrei fare i miei più sentiti complimenti al mio brotha FuoriCampo che fa l'amore bendato...beh tesò, ammazza!!!

Sunday, October 15, 2006

Come quella volta

Come quella volta quando dalle casse collegate in maniera molto "artigianale" al lettore mp3 uscì fuori Again di Lenny Kravitz, e qualche cosa cambiò.
Per un breve ma interminabile minuto i nostri sguardi si incrociarono come quelli di due innamorati alle prime armi, la voce calda di quell'omone nero faceva da apripista ai nostri cuori incatenati.
Tu preparavi i panini sulla piattaforma di marmo della cucina ed io ero lì, accanto a te, pronto a raccogliere la sfida dei tuoi occhi illuminati; partiva la strofa e tu all'improvviso ti giravi, come rapita dalle note.
Con sofferenza mi decisi ad uscire per andare a fare la spesa che tu con tanta cura avevi mi avevi "suggerito" scrivendo quella lista; Lenny cantava ancora di quella donna che avrebbe voluto rivedere ma io uscii, sapendo bene che "quella donna" dagli occhi innamorati mai più l'avrei rivista.
Due anni racchiusi in due minuti, due anime rugiadose che si dicevano "addio" tenendosi per mano.

"I've been searching for you I heard a cry within my soul I've never had a yearning quite like this before Now that you are walking right through my door All of my life Where have you been? I wonder if I'll ever see you again And if that day comes I know we could winI wonder if I'll ever see you again A sacred gift of heaven For better, worse, wherever And I would never let somebody break you down Nor take your crown, never All of my life Where have you been? I wonder if I'll ever see you again And if that day comes I know we could win I wonder if I'll ever see you again And everytime I've always known That you were there, upon your throne A lonely queen without her king I longed for you, my love forever All of my life Where have you been? I wonder if I'll ever see you again And if that day comes I know we could winI wonder if I'll ever see you again All of my life Where have you been? I wonder if I'll ever see you again And if that day comesI know we could winI wonder if I'll ever see you again All of my life Where have you been? I wonder if I'll ever see you again And if that day comes I know we could win I wonder if I'll ever see you again I wonder if I'll ever see you again I wonder if I'll ever see you again I wonder if I'll ever see you again I wonder if I'll ever see you again I wonder if I'll ever see you again I wonder if I'll ever see you again I wonder if I'll ever see you again..."

Dedicata a te... Che il destino ci restituisca quei momenti dorati.

Memorie di follia

Riporto alcuni estratti degli appunti scritti da Susan Sontag tra il 1958 e il 1967 su taccuini e fogli sparsi, ritrovati nei suoi appartamenti di New York dopo la morte. Li riporto perché sono una delle poche cose che ultimamente mi ha dato il piacere di leggere e perché vi ho scorto un'indagine dello spirito umano che raramente ho trovato altrove.

"Superficiale intendere il diario solo come il ricettacolo dei propri pensieri privati, segreti - come se fosse un confidente sordo, muto e analfabeta. Nel diario non mi limito a esprimere me stessa più apertamente di quanto potrei farei con un'altra persona; creo me stessa.

Il diario è un mezzo per darmi un senso d'identità. Mi rappresenta come emotivamente e spiritualmente indipendente. Perciò (purtroppo) non registra semplicemente la mia vita concreta, quotidiana ma piuttosto - in molti casi- ne offre una alternativa.

C'è spesso una contraddizione tra il modo in cui ci comportiamo con una persona e ciò che in un diario diciamo di provare per quella persona. Ma questo non significa che quello che facciamo è superficiale, e che solo quello che confessiamo a noi stessi è profondo. Le confessioni, e naturalmente intendo le confessioni sincere, possono essere più superficiali delle azioni. Sto pensando adesso a quello che oggi (quando sono andata al 122 Bd. St-G per controllare la sua posta) ho letto su di me nel diario di H. - quel giudizio secco, sleale e ingeneroso su di me in cui dice in conclusione che non le piaccio veramente ma che la passione che io provo per lei è accettabile e opportuna. Dio sa se fa male, e sono indignata e umiliata. Raramente sappiamo ciò che gli altri pensano di noi (o, meglio, che pensano di pensare di noi...) Mi sento in colpa per aver letto quello che non era destinato ai miei occhi? No. Tra le principali funzioni (sociali) di un diario c'è proprio quella di essere letto furtivamente da altre persone, quelle persone (come i genitori e gli amanti) sui quali si è stati crudelmente sinceri solo nel diario. E H. lo leggerà mai, questo?

...


E' corruttore scrivere con l'intento di moralizzare, di elevare i principi morali degli altri.

Nulla mi impedisce di essere una scrittrice se non la pigrizia. Una buona scrittrice.

Perché scrivere è importante? E' soprattutto questione di egotismo, suppongo. Perché voglio essere quella persona, uno scrittore, e non perché ho qualcosa da dire. E tuttavia perché non anche quello? Rafforzando un po' il mio ego - come attraverso il fait accompli offerto da questo diario - conquisterò la certezza di avere anche io (io) qualcosa da dire, qualcosa che dovrebbe essere detta.

Il mio "io" è gracile, cauto, troppo sano di mente. I buoni scrittori sono egotisti sfrenati, fino al punto della fatuità. Gli uomini sani di mente, i critici, li correggono - ma la loro sanità mentale è parassitica e vive della fatuità creativa del genio.

...


La paura di invecchiare viene nel momento in cui di riconosce di non vivere la vita che si desidera. Equivale alla sensazione di abusare del presente.

...

L'arrivo dell'orgasmo ha cambiato la mia vita. Mi sento liberata, ma non è questo il modo giusto di dirlo. Più importante: mi ha limitato, ha chiuso delle possibilità, ha reso chiare e nette le alternative. Non sono più illimitata, e cioè un niente.

La sessualità è il paradigma. Prima, la mia sessualità era orizzontale, una linea infinita suddivisibile all'infinito. Ora è verticale; sale e ricade, oppure niente.

...

L'orgasmo mi fa concentrare. Ho una gran voglia di scrivere. L'arrivo dell'orgasmo non è la salvezza ma, qualcosa di più, la nascita del mio ego. Non posso scrivere finché non trovo il mio ego. L'unico tipo di scrittore che potrei essere è il tipo che si espone... Scrivere è spendersi, giocarsi d'azzardo. Ma fino ad ora non mi era piaciuto nemmeno il suono del mio nome. Per scrivere, devo amare il mio nome. Gli scrittori sono innamorati di se stessi... e i libri che scrivono nascono da quell'incontro e da quella violenza.

...

La prematura arrendevolezza, la disponibilità tali da fare in modo che non si arrivi mai alla caparbietà di fondo spiegano per l'80% il mio famigerato bisogno di flirtare, di sedurre.

...

L'espressione di sé e un'idea limitante, limitante se è centrale. (L'arte come espressione di sé è molto limitante) Dall'espressione di sé non si può mai arrivare a giustificare, in modo autentico, genuino, e non meramente opportunistico, la gentilezza Ma se si parte dalla gentilezza, si può far spazio alla maggior parte delle cose che si attribuiscono all'espressione di sé (attraverso l'idea della gentilezza verso se stessi).

...

Una delle mie emozioni più forti e più dispiegate: il disprezzo. Disprezzo per gli altri, disprezzo per me stessa.

Sono impaziente (sprezzante) con la gente che non sa come proteggersi, come rivendicare le proprie ragioni.

La mia mente = King Kong. Aggressiva, fa a pezzi la gente. Per la maggior parte del tempo la tengo in gabbia - e mi mangio le unghie."

Fuori Campo


Saturday, October 14, 2006

Ho bisogno di credere...

...che qualcosa di straordinario sia possibile.
Mai come in questo momento ho bisogno di crederci profondamente, per una volta la realtà dovrà superare la fantasia.
Una volta una persona da me molto apprezzata (nonostante chi mi conosce sa bene che ho un'avversione verso le scienze matematiche) ha detto:

"Ho sempre creduto nei numeri, nelle equazioni e nella logica che conduce al ragionamento. Ma dopo una vita spesa nell'ambito di questi studi io mi chiedo: cos'è veramente la logica? Chi decide la ragione?... E' soltanto nelle misteriose equazioni dell'amore, che si può trovare ogni ragione logica."

Subito dopo, rivolgendosi alla sua amata disse ciò che io ora dico alla mia "amata":

- Sei tutte le mie ragioni -

You are my desire...and my hurt too.

Thursday, October 12, 2006

Dite "cheese"

Ricorderò e comunque anche se non vorrai Ti sposerò perché non te l' ho detto mai Come fa male cercare , trovarti poco dopo E nell' ansia che ti perdo ti scatterò una foto… Ti scatterò una foto…

Ricorderò e comunque e so che non vorrai Ti chiamerò perché tanto non risponderai Come fa ridere adesso pensarti come a un gioco E capendo che ti ho perso Ti scatto un' altra foto

Perché piccola potresti andartene dalle mie mani Ed i giorni da prima lontani saranno anni

E ti scorderai di me Quando piove i profili e le case ricordano te E sarà bellissimo Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

E riconobbi il tuo sguardo in quello di un passante Ma pure avendoti qui ti sentirei distante Cosa può significare sentirsi piccolo Quando sei il più grande sogno il più grande incubo

Siamo figli di mondi diversi una sola memoria Che cancella e disegna distratta la stessa storia

E ti scorderai di me Quando piove i profili e le case ricordano te E sarà bellissimo Perché gioia e dolore han lo stesso sapore con te Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

Non basta più il ricordo Ora voglio il tuo ritorno… E sarà bellissimo Perché gioia e dolore han lo stesso sapore Lo stesso sapore con te Io Vorrei soltanto che la notte ora velocemente andasse E tutto ciò che hai di me di colpo non tornasse E voglio amore e tutte le attenzioni che sai dare E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire

E voglio indifferenza semmai mi vorrai ferire…

Ci sono volte in cui desidero solo leggere storie

Ci sono volte in cui desidero solo leggere storie, convincedomi ed illudendomi che l'importanza delle cose non sia nel loro significato, ma nel fatto stesso che esse esistano.
E' in quelle volte che rinnego la ragione profonda che lacera ogni mio istante.
Fuori Campo